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| Le recensioni per "Monna Lizard " | ||||||||||||||||
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Laura Fedele ha mostrato in più occasioni il suo talento vocale e pianistico, nonché la capacità di rimodellare brani altrui, famosi o meno, di vario tratto stilistico. Anche in questo Cd, il cui titolo si rifà al delizioso Monna Lisa di Ivan Graziani (una delle cover dell’album) e dà spunto all’originale copertina che la ritrae in “lucertolesche” posture e colori, lei mescola canzoni originali e cover. Pure se qualche arrangiamento ne smussa l’incisività mostrata nella presentazione fatta dal vivo, la sua scrittura si segnala per freschezza e ironia dei testi, in particolare Sparami e Un cuore morbido, ma anche La voce e Parole si ascoltano con piacere. E, come detto, le sue qualità si confermano anche dal confronto con composizioni altrui, di diverso rilievo: si va da Amore che vieni amore che vai (De André), a Non mi annoio (Jovanotti) e Dove Squando (PFM), fino all’originale scelta di Sognando (Don Backy) e al ritocco di classe de L’avance (Paolo Conte). di Gianni Del Savio pubblicata su Musica & Dischi: n.721 - 2008/09] pp. 49 |
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Camaleontica Laura Fedele. Riesce a ritagliarsi un po’ di tempo
tra i numerosi concerti, le collaborazioni, l’insegnamento, e
pubblica Monna Lizard, album variegato, ironico, solare, ma anche meditativo,
riflessivo, “arrabbiato”. Sei cover, ovviamente rilette
“a modo suo”, cinque brani originali, tutti legati da un’interpretazione
essenziale, sempre di matrice jazzistica, la voce un po’ strumento
che accompagna, un po’ leader per carisma ed intensità.
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La principessa del blues centra il bersaglio con un album in italiano con 6 cover famose e 5 brani autobiografici che sembrano classici “Ogni volta che scrivo una canzone, essa racchiude non una, ma
cento esigenze e svela sfumature, sfaccettature e contraddizioni della
mia personalità.. Anche quando non parli di te stessa, il linguaggio
è il tuo…Sei tu, col desiderio preciso di essere”.
Così Laura Fedele presenta Monna Lizard, suo ultimo lavoro in
cui fonde in modo magistrale brani scritti da lei con originalissime
versioni di alcuni classici della canzone italiana. Si inizia proprio
con uno di questi, Non mi annoio, il popolare funky crossover di Jovanotti
qui rivisto con elganza acustica e spirito bluesy dalla Fedele e dai
suoi ottimi musicisti (Stefano Dall’Ora al contrabbasso e Gio
Rossi alla batteria). Il brano dà subito un tono al lavoro: sfizioso,sincopato,
raffinato, originale, quasi peccaminoso. Già, perché (sin
dai crediti nel booklet) Laura sottolinea la seducente natura femminile
del disco, particolarmente presente nei pezzi di sua composizione. Questi,
in primis, mostrano inequivocabilmente le sue influenze principali (jazz,
blues, rock, canzone d’autore), qui dosate con grande sapienza
e notevole gusto. L’incantevole ricetta sonora di Laura risulta
perfetta per sostenere il suo messaggio tutto al femminile. Ascoltate,
al proposito, Cuore morbido, intrigante e assassina come un pezzo di
Tom Waits. Oppure Sparami, love ballad con un tocco noir alla Buscaglione
e persino la poetica Parole in cui laura immagina una bancarella in
cui “ non vendo suppellettili e nemmeno orologi/ Non vendo frutta
non vendo fiori/ ma parole d’ogni forma e colore/ Parole aspre
come limoni/ Dolci succose tenere come meloni/ Dolorose come spine/
Parole assassine” Ezio Guaitamacchi |
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