| “Monna
Lizard ”
Laura Fedele voce e
pianoforte
Stefano Dall’Ora contrabbasso
Gio Rossi batteria
Una manciata di brani italiani, dagli anni ’70 agli anni ’90,
riproposti in una veste acustica e minimalistica, eppure pervasa da
una sottile, costante energia.
Gli arrangiamenti si arricchiscono di invenzioni, con ampio gioco improvvisativo,
affidate alla bravura e alla geniale creatività di questo splendido
trio.
Tra gli autori rivisitati: Graziani, Don Backy, Conte, De Andrè,
Jovanotti, e la stessa Laura Fedele.
I brani:
- Monna Lisa (Ivan Graziani)
- Dove e quando (PFM)
- Amore che vieni amore che vai (Fabrizio De Andrè)
- L’avance (Paolo Conte)
- Sognando (Don Backy)
- Non mi annoio (Jovanotti)
- La palla (L. Fedele)
- Un cuore morbido (L. Fedele)
- Sparami (L. Fedele)
- La voce (L. Fedele)
- Parole (L. Fedele)
Ogni canzone corrisponde ad un esigenza. Come nel live. E live è
lo spirito del disco. Una tela dove ogni brano è uno schizzo
di colore, ed un preciso desiderio da soddisfare.
Dove e quando: bianco, con sfumature grige, come una
giornata umida di pioggia, per una canzone la cui melodia ho amato dal
primo momento in cui l’ho udita. Non m’annoio:
un testo rotondo, intelligente, ritmico, che rotola senza fretta su
uno dei miei mood preferiti, ovvero linea di basso essenziale ed ipnotica.
L’avance: ocra come la savana, in bilico tra la follia,
il gioco e l’amore, come la vita… Melodia d’altri
tempi, struggente, di quelle che tanto amo. Sognando:
la follia vera e propria, rossa, come il sangue. Testo claustrofobico
e accordi tesi, sopra ad un motore ritmico di sapore jazzistico.
Amore che vieni amore che vai: che dire? Esigenza viola di
ballad in minore, appagata da un brano di cui non so dire se
amo di più la musica o le parole. E poi Monna Lisa,
l’immancabile pennellata bluesy, per me necessaria come
l’ossigeno, che poi diventa un gioco. Blù caldo ed elettrico
per una canzone che devo aver cantato molte volte sulla spiaggia, con
luna vino e falò.
E infine, ci sono le mie canzoni.
Ogni volta che scrivi una canzone, essa racchiude non una, ma cento
tue esigenze. Tutte le tue sfumature, sfaccettature, contraddizioni,
e quant’altro. Anche se non parli di te, il linguaggio è
il tuo. Sei tu. Col tuo desiderio preciso di essere.
Riguardo al colore, lascio che sia chi ascolta a sceglierlo.
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